venerdì 12 gennaio 2007

Home sweet home

“Finalmente a casa!”
È il genere di affermazione che di solito si fa quando si rientra a casa dopo una giornata dura.
Nel mio caso la si fa dopo un mese di peregrinaggio tra alberghi, ostelli, aerei e 3 continenti.
Quasi non ci sembra vero ma finalmente abbiamo un tetto fisso (seppur per solo 2 mesi).
Questi ultimi giorni sono stati dedicati alla nostra bella casetta.
Essendo solo parzialmente arredata abbiamo dovuto comprare piccoli oggetti fondamentali quali pentola per la pasta, posate, ventilatori (l’estate inizia pesantemente a farsi sentire) e ovviamente cibo e ammenicoli vari.
Siamo nel quartiere più fashon della città.
Questo comporta una quantità di Eccellenza da capogiro e la necessità di attenzione a dove si comprano le cose per evitare di essere scuoiati vivi.
Melbourne è una specie di grande scacchiera.
Tutti i quartieri sono divisi in rettangoli (blocks) da strade principali; all’interno di questi ci son un sacco di stradine residenziali.
Noi abitiamo in una di queste.
La tranquillità e il silenzio di queste strade sono quasi innaturali.
Come promesso vi mostro un po’ di foto.
La nostra via

Il nostro complesso

La nostra casa

E per chi vorrà venire a trovarmi nei prossimi 2 mesi, la mia stanza

Ebbene si, non abbiamo i letti ma solo dei materassi in terra.
Garantisco che si dorme bene lo stesso.
In questi giorni abbiamo anche avuto modo di familiarizzare coi vicini… con uno in particolare.

Adam
Ragazzo croato di 30 anni fidanzato con una tailandese di 36.
Quasi 2 metri di muscoli e panzetta alcolica (mi ricorda qualcuno…), 5 passaporti di diverse nazionalità, ex militare, ex Dj, ex barista, ex di tutto, ora assistente ospedaliero.
Un’esperienza di vita e di viaggi da far invidia a Marco Polo.
Simpaticissimo e moooolto espansivo.
Ormai sappiamo che ogni giorno intorno alle 7 ci si parcheggia a casa a chiacchierare per una mezz’ora buona.
Ormai ci ha promossi a suoi cugini.
A parte tutto è davvero molto gentile, ci presta di tutto, ci invita a cena, ci porta cibi tailandesi preparati dalla sua ragazza (a volte, come oggi, ci porta roba da mangiare e poi ci invita a cena da lui lasciandoci le provviste), ci da consigli su dove far la spesa, dove uscire la sera e qualunque cosa ci possa venire in mente.
Si è offerto anche di aiutarci a trovare lavoro.

Lavoro… già… ormai è giunta l’ora…
Son partite le ricerche e forse iniziano a dare qualche frutto.
Non dico nulla per mera scaramanzia ma presto saprete.

Infine dedico due righe a due sostanze che ormai ci hanno resi dipendenti.

Vegemite e Marmite

La prima australiana e la seconda neo zelandese.
Entrambe fatte con i resti della fermentazione della birra.
All’aspetto delle malte nere.
Al gusto… Provare per credere.
Pan tostato, burro e Marmite o Vegemite è ormai diventato il pasto alternativo per eccellenza.
Anche voi entrerete nel tunnel!

See Ya!

martedì 2 gennaio 2007

Happy New Year!

Ultimi giorni di vacanza forzata (sigh, iniziavo a prenderci gusto).
Ci continuiamo a godere la vita d'ostello.
Familiarizziamo con due fratelli belgi, potenziali alcolisti, che di cognome fanno Sluts (si scrive in modo diverso ma la pronuncia è, purtroppo, proprio quella)e con Melyssa, un'ispano/svizzero/australina con problemi di scambio di nazionalità.
Scopriamo anche man mano cose interessanti su ostello, zona e persone.

Smith's Street: la zona
Ci dicono essere una zona malfamta e pericolosa.
La fonte dei problemi è un nutrito gruppo di ben 5 aborigeni ubriachi.
Ma 5 di numero!
Sono completamente inncui e se nel loro barcollare ti urtano si scusano.
Questi non hanno ben presente il concetto di pericolosità...
Qui dimora anche Chopper Read (Cercate su internet per sapere chi è perchè ne vale la pena).
L'ultimo fatto di sangue che si ricorda è una sparatoria tra mafiosi e polizia... circa 15 anni fa.

Il Collingwood Accomodation: l'ostello
Ex covo di mafiosi e teatro della sparatoria di cui sopra.

Paul: il proprietario (quello che ce l'ha coi siciliani)
Avvocato penalista per 30 anni.
Si è stufato del foro e ha comprato una palazzina per farci un ostello.
Amico e difensore, a suo tempo, di Chopper Read.

D&D: Daniel & Daniela
Una coppia fenomenale: lui, 28 anni, australiano con origini italiane; lei, 49 anni, argentina,
emigrata in australia con la famiglia ai tempi della guerra civile.
Innamoratissimi, viaggiatori incalliti, fuori come mine.
Vivono nell'ostello, intanto che mettono da parte soldi per ripartire, scabiando l'ospitalità con piccoli lavori di pulizia e custodia.

The man who lives in the back (l'uomo che vive nel retro)
Signore di 80 anni.
Ex ingegnere edile.
Amico di Paul.
Vive nel retro della palazzina scambiando l'ospitalità con piccoli lavori di manutenzione elettrica e idraulica.

29 Dicembre
Si rialzano le tmperature intorno ai 27 gradi.
Facciamo un giro per i Royal botanic gardens con belgi e Melyssa.
Questi giardini sono una fetta di paradiso nella città.

Ovviamente non perdiamo occasione per goderci appieno lo sciallo della situazione.
La serata sembra dover passare tranquillamente in ostello a chiaccherare, quand'ecco che i belgi tirano fuori un arsenale di alcolici.
La serata è stata irrimidiabilmente copromessa...

30 Dicembre
Emma, un'amica australiana, mi chiama (svegliandomi) per comunicarmi che nell'arco di un'ora passa a prenderci per portarci al mare.
Telefonata in inglese, appena sveglio, in doposbronza, capendo e dicendo frasi sensate... Ho superato me stesso.
Ci si prepara e, digiuni, si salta sul fuoristrada guidato da Emma (un mostro di lamiera e acciaio da lei chiamto "daddy's toy").
Giusto per farvi rosicare un pochino vi mostro una foto della giornata...

Sole, 30 gradi, bagno nell'oceano.
Pasto a base di fish&chips in un prato sul mare.
Aperitivo in un bar sulla baia.
Serata con concerto blues.
DA PAURA!

31 Dicembre
Sono accadute cose strane... molto strane.
L'etica professionale mi impone di fermarmi qui.

1 Gennaio
Il solito Day After.
E' sempre il solito fottuto Day After.
L'ostello sembra il set de "l'alba dei morti viventi".
Sciallo, sciallo, sciallo e... ancora un po' di sciallo con concerto jazz in chiusura.

2 Gennaio
Saldiamo l'affitto con l'agenzia.

Se tutto va bene domani si entra nella nostra casa!
Penso che mi mancherà un po' il "Collingwood Accomodation".
Da adesso si ricomincia a ballare, ma comunque vada... sarà un successo!

martedì 26 dicembre 2006

Merry Christmas!

Elio cantava: "Christmas with the yours, Easter what'you wont".
Causa ovvi motivi di forza maggiore mi toccano entrambi in solitaria.
Ammetto che mi farebbe piacere salutare tutti gli amici e parenti, ma dall'altra parte far natale al caldo (per modo di dire visto che ieri le correnti antartiche si son scatenate e han portato la temperatura a 5 gradi) spegne decisamente il mio sprito natalizio.

Antivigilia:
Andiamo in un club.
Impatto a dir poco scioccante.
A parte l'impressionante quantità di Eccellenza, ci sono cose che ci hanno davvero lasciati senza parole.
Jack&Cola servito in bottiglia tipo Bacardi Breazer (disgustoso).
Tutti i drink in bottiglie di vetro (in italia in 30 secondi si finirebbe a bottigliate).
Uno stuolo di omini armati di scopa, paletta e secchio che girano per il club ininterrottamente a spazzare, vuotare posaceneri e raccogliere bottiglie. Non lasciano un capello fuori posto. Nemmeno le formiche operaie sarebbero così efficienti e minuziose.
Il controllo dei documenti all'ingresso (ebbene si, il proibizionismo ha colpito anche qua).

Vigilia:
Pomeriggio dedicato al bucato.
Dopo 24 giorni, forse era ora di farlo.

L'impatto con la lavanderia a gettoni è stato duro. Soprattutto quando non sai (e non c'è scritto) che monete prende la macchina.
Quando stavo per iniziare a prendere a calci la lavatrice, una lesbica (era più uomo lei di me) mi svela l'arcano e mi permette il riutilizzo di abiti ormai irrimediabimente compromessi.

La sera, passeggiando vicino all'ostello, sentiamo musica rock violeta provnire da un locale.
Entriamo.

Il "The Tote"
Sembra il luogo dove si raduno i più cattivi della città.
All'ingrsso: il bancone e un bancomat (si proprio un bancomat!).
Un gruppo incazzatissimo e bravissimo suona metal/hardcore.
Una ventina di persone esagitate pogano come forsennati insieme al cantante (mentre continua a cantare) come se fossero a Woodstock.

Finisce il concerto e tutti si abbracciano, bevono, e smontano il palco. Svaccati e sciallati.
Scopriamo essere uno dei locali storici di Melbourne.
Per la cronaca: dove hanno iniziato a suonare gruppi come AC/DC e Jet.

Usciamo dal locale e il successivo (200 metri dopo) è un discopub latino americano.
Band di 14 elementi di una bravura eccezionale (alcuni musicisti erano docenti del Victorian College Of Arts)
Gente che balla, Eccellenza in abbordaggio.
Ingresso libero, consumazione non obbligatoria.
Un altro mondo.

Natale:
Le temperature precipitano e arriva il diluvio.
Il barbecue in programma in ostello se ne va a puttane.
Pranziamo da Hungry Jack's (in Italia Burger King) insieme a disperati, vagabondi e immigrati.
Il resto della giornata lo si passa coi compagni d'ostello, tutti insieme appassionatamente, bevendo VB (alias Victoria Bitter, la birra più scronda ed economica dello stato) e mangiando schifezze trivella-fegato.

S.Stefano:
Qua si chiama Boxing Day.
In questo giorno i ricchi nobili pagavano scontri di box pubblici come regalo ai poplani.
Lo passiamo in compagnia di Riccardo (quello più fulminato di noi) a scambiarci racconti di viaggio, consigli e a fare progetti per il futuro.
Per cena ho preparato carbonara, come da migliore tradizione... l'ultima carbonara in un ostello era stata a Goteborg.

Inizio a chiarirmi le idee su come investire questo anno di vita Australiana... e sarà un sogno!

BUON NATALE A TUTTI!
VI VOGLIO BENE!

sabato 23 dicembre 2006

Strange things happenz

Finalmente è terminato il nostro rimbalzare da un angolo all'altro alla ricerca di una casa.
L'abbiamo finalmente trovata!
Appena ci entreremo metterò le foto per tutti coloro che vogliono venire a trovarmi ma non prendono nulla a scatola chiusa.
Purtroppo come già accennato ci ENTREREMO.
Il 3 gennaio per la precisione.
Fin qua nessun problema... tranne quella piccola frase stonata, pronunciata dal boiler alla reception dell'ostello... "sorry mate, we're fully booked"
Ricomincia la caccia.
Troviamo un annuncio di un ostello e ci precipitiamo li.
Da fuori sembra la versione vittoriana del castello di Dracula.
(foto appena esco a scattarla)

Il custode... pardon... receptionist:
Signore sulla quaranina abbondante, fulminato, potenziale maniaco sessuale, quasi certo usufruitore di droghe leggere, compagnone.
"where are you from?"
"Italy"
"North or south? Not from Sicily, I hope"
"no, from Milan, why?
"'cause I don't like people from Sicily"
Non ci potevo credere... Abbiam beccato un australiano che ce l'ha coi siciliani!

Assodate le nostre origini ci prende in simpatia e ci da la stanza più bella (in precedenza assegnata a dei neo zelandesi che devono arrivare domani).
"it's better, larger, more quiet and is in front of the room with 3 nice english girls (occhiolino)"
La gente di queste parti inizia a piacermi.

Qui ci sembra tutto tanto strano quanto bello.
Avere panorami come lo skyline

o il lungo mare con le palme
Una sera vai al locale sotto l'ostello, c'è serata karaoke (per davvero, non come quelli di Chiang Mai), inizi due chiacchere piacevoli con la valletta e finisci col suo numero di telefono, indicazioni su dove cercare casa (grazie a dio quell'epopea è finita), e un invito ad uscire.
E' proprio un altro mondo.

Un'altra sera esci con un'australiana che vuole lezioni di italiano, che ti racconta della volta che si è schiantata in macchina contro un palo perchè le è venuto da starnutire, svaccati su divani all'aperto davanti ad Albert Park (quello col circuito), socializzando con il tavolo accanto e ascoltando musica dal vivo.
E' il paradiso del "chill out"

Accade poi che una sera, facendo una passeggiata in notturna tra le aiuole del lungomare, incappi in un animale dalla forma bizzarra che razzola.
Ovviamente stupito e incuriosito chiedi "ma che bestia è quella?"
Il tuo compagno di passeggiata ti guarda con aria sicura degna di Piero Angela e risponde "è un wallaby, è un tipico animale australiano"
Per chi, come me fino a ieri, non sa cosa sia un wallaby ecco un'immagine esplicativa.

Il mio pensiero: "anche il cervo è un animale tipico europeo, ma non per questo lo incontri al parco Sempione".

Chissà che altre sorprese mi riserverà il futuro...

lunedì 18 dicembre 2006

Melbourne... Hey mate!

Finalmente riesco a riprendere la timeline giusta!
E' oramai una settimana che siamo a Melbourne e stiamo iniziando a familiazizzare.
Innanzitutto con la lingua: essendo una città multietnica tutti parlano in modo diverso ma tutti cantilenando. La parola base è "mate"(pronuncia "mait" con A aperta), che vuol dire compagno.
In Australia sono tutti compagni.
"Hey mate" è l'inizio di quasi ogni interazione sociale.
La città:
E' veramente gigantesca!
Sebbene conti solo 3 milioni di abitanti, a parte la zona dei grattacieli, esendo tutta costruita in largo ha un'estensione spaventosa.
Solo l'area 1 (ovvero la zona centrale, un terzo circa della città) ha un diametro di circa 20km!
I tram:
Non avendo metropolitana e abbastanza pochi autobus, tutto funziona coi tram.
Qui la gente vive sui tram (detto tipico della città).
Avendo sempre o quasi la corsia preferenziale, sono a tutti gli effetti delle metropolitane a cielo aperto.
Il clima:
quanto di più bizzarro abbia mai visto.
Sole cocente pressochè perenne, vento, da fresco a gelido, da brezza a bora, anch'esso pressochè perenne. Temperature che possono variare di 10 gradi in 1 ora.
La popolazione:
Tutti gentili, disponibili e cordiali; soggetti di ogni tipo, razza e genere facilmente reperibili.
Fauna femminile (per lettori maschi):
si divide in 2 categorie: Boiler (altezza media e forma cilindirica) e Eccellenza (altezza variabile ma generalmente elevata, corpi atletici, maggiorate) in una proporzione di circa 40% e 60%. Generalmente intraprendenti (ti abbordano loro).
Le mosche:
Tante, fastidiose, intraprendenti anch'esse.
L'aria:
Pulita e profumata, se non c'è odore di mare c'è odore di vegetazione.
Il rumore:
Pressochè inesistente.
La musica:
Buona, ovunque, live, ottimi musicisti, ogni genere. Praticamente un paradiso!

Tutto sommato sembra non essere niente male come città, anzi, direi che è proprio bella.
Sono ancora a caccia di un appartamento dove andare a vivere ma la ricerca è abbastanza ardua.
In questo momento aggiorno il blog da un caffè accanto al mare con accompagnamento di musica italiana d'autore (Modugno, Capossela, ecc).
Il prossimo step sarà aggiornare le foto degli ultimi 3 post, pazientate ancora un po' ma nella vita ci son delle priorità... un tetto sotto cui dormire è di solito in cima insieme al cibo e all'acqua.

Bye

domenica 17 dicembre 2006

Melbourne!

Eccoci finalmente arrivati nel più giovane continente della terra!
Ore 13.30: atterraggio.
Ore 16.30: usciamo dall'aeroporto.
I controlli per l'immigrazione australiani sono di una minuziosità ragguardevole.
Ammetto che dopo il controllo passaporti eseguitoci da un agente della Gestapo travestito da dolce biondina e lo smistaggio nel corridoio 1 (quello dei disadattati sociali e dei contrabbandieri) al controllo bagagli, iniziavo a temere che mi avrebbero reimbarcato e rispedito al mittente.
Fortunatamente, arrivato il nostro turno, il fato ci ha abbracciati e siamo finito con un'agente di nome Angela Caputi (di ovvie origini australiane) che vedendo i passaporti italiani ci ha sorriso, fatto un paio di domade e mandati via senza nemmeno faarci aprire i bagagli.
Tutto questo attirandoci le ire del povero derelitto tailandese prima di noi, finito con l'agente della Gestapo di cui sopra, che, non soddisfatta dei raggi X ai bagagli, gli ha fatto svuotare TUTTE le valige, controllato TUTTO quello che aveva dentro e infine passando i bagagli vuoti di nuovo ai raggi X.
Quando noi siamo usciti era arrivato a questa fase... ignoro tutt'ora il suo destino.
Prendiamo uno Skybus (una sorta di taxi collettivo) e arriviamo al nostro ostello.

Il Pint on Punt:

Ostello sopra, pub irlandese sotto. Gestito da una decina di persone di cui circa metà ragazzi e metà vecchi alcolizzati.
La nostra stanta è un bugigattolo da 10 mq con un letto a una piazza e mezza (ed è una doppia) nel mezzo.
Già dai primi momenti si può distinguere la nostre indole profondamente ordinata.

Questo è il nostro trampolino!
Da qua si comincia davvero!
Stay tuned!

venerdì 15 dicembre 2006

Da Bangkok col furgone (in differita da Melbourne)

Ultimi 2 giorni a Bangkok.
Abbiamo compreso il sistema.
Siamo entrati nel sistema.
Questa bizzarra città funziona a modo suo e noi la assecondiamo.
Tutto funziona a "gasoline coupon".
Sali su un Tuk-Tuk gli fai capire che sai come funzionano le cose, lui ti porta in certi negozi (non sempre onesti), fai la parte del turista rincoglionito per 10 minuti, non compri nulla, ti fai dare un biglietto da visita dicendo che tornerai domani, esci.
Nel frattempo lui si è fatto dare un "gasoline coupon" dai gestori del posto per avergli portato un pollo da spiumare.
Ripeti l'operazione un paio di volte.
Risultato: viaggi gratis e ti giri la città.

La sera mangi alla bettola vicino all'albergo detta "gennaro 'o vibrione" (così ribattezzato dopo la prima sera in cui noi mangiavamo degli spaghetti e nel frattempo le formiche rosicchiavano noi) e via così...

Potremmo scrivere una guida per girar Bangkok spendendo il meno possibile.
Ultimo tramonto su questa città e arriva il momento di partire.

Saliamo su un taxi il cui autista è probabilmente un ex pilota Nascar.
40 minuti per arrivare all'aeroporto (all'andata ci abbiamo impiegato un'ora e mezza) e 5 anni di vita in meno.
6 ore di attesa in aeroporto e finalmente ci si imbarca su un bel Beoing/carro bestiame.

Melbourne arrivo!