domenica 3 dicembre 2006

Bangkok, la città dei paradossi

11 ore di volo
caldo, spazio angusto (per me almeno), bambini frignanti, hostess gentilissime, il mio schermo che si ribellava.


Aeroporto di Bangkok
Sconfinato, 15 minuti a piedi solo per arrivare all’uscita.
All’esterno un clima che, tra caldo, inquinamento e umidità, ti fa perdere 3 o 4 respiri prima di riuscire a riacquistare il ritmo normale.
50 minuti di taxi per le campagne all’equivalente di 8 euro. Sembra Pavia.

Bangkok
La città dei paradossi.
Traffico peggiore di quello di Napoli ma nessuno che accenna stress o delirio, tutti serafici.
Taxi di lusso e Tuk-Tuk
Gogo girls e commesse che non ti guardano negli occhi per timidezza.
Palazzi grigi e vegetazione tropicale.
Canali e soprelevate a 8 corsie.
Grattacieli e baraccopoli.
Il pupazzo di Ronald Mc Donald in postura buddista.


Penso che questa sia la città più strana che abbia mai visto fin’ora. Una tale concentrazione di paradossi ad ogni angolo di strada è impressionante ad occhi non abituati. Eppure, nonostante mille contraddizioni, inizio a capire perché tanti si innamorano di questo di paese. Poi magari una sera incontri due francesi, che dopo averti dato del baro perché devono giustificare che sono scarsi a calcio, ti offrono da bere e si finisce tutti abbracciati, sbronzi, in locali di dubbia fama, a fare i cretini, dando ai tailandesi una visione degli europei un po’ diversa da quella del turista sessuale.



La Tailandia inizia a piacermi davvero…

2 commenti:

Bungler Butterfly ha detto...

oh che bello avere tue notizie!
Ma per quanto ti fermerai li? :D
Non è che posteresti, quando hai tempo, la foto di Ronald Mc donald buddista? :D

Bungler Butterfly ha detto...

grazie grazie grazie :D
che effetto che fa...