Una della più popolari frasi in Australia.
Una nazione in cui viaggiare in macchina, van, camper o roulotte per migliaia di kilometri è cosa comune.
Qui tante persone, raggiunta la pensione, vendono tutto, comprano un camper gigantesco e vivono viaggiando per le strade di questo continente.
Questa frase la impari presto.
E la ripeti molto più di quanto pensi.
Fino al punto di sentir salire l'emozione solo a sentirla pronunciare.
Perchè già sai cosa significa.
Si riparte.
Ed entriamo nella foresta pluviale, al cospertto delle Russel Falls.
Veri propri monumenti di un luogo in cui l'uomo è arrivato da poco.
Così imponenti da suscitare una sensazione di rispetto nei loro confronti.
Passando per luoghi incantati e desolati.
Da dove però, complice il tempo instabile della zona, si vedono gli arcobaleni più belli.
E dove posso sfoggiare il mio completo da avventuriero.
Arrivando fino a Strahan.
L'unico porto della costa Ovest.
Dove il vento è talmente forte da creare dune di sabbia alte più di 15 metri.
Purtroppo ci arriviamo in brutto momento.
E' arrivata una corrente fredda dall'Antartide che ha portato con se neve.
Decidiamo di rimandare la visita e di tagliare nuovamente tutta la Tasmania fino alla costa Est.
Arrivati a St Helens rendiamo facilmente riconoscibili le nostre origini milanesi.
Con le sue scogliere.
Che questa volta ci accoglie con un clima più mite.
Pur preservando su di essa parti innevate.
Che, come dice il nome, è nota per la sua colonia di pinguini.
Simpatici animaletti con cui ci mettiamo un po' a giocare.
Lungo la strada un cartello ci ricorda una nostra grave mancanza.
Non aver visto l'ornitorinco.
Così si concludono due settimane incredibili su questa isola.
E finalmente comprendo le parole di Riccardo.
"Quando sarò in pensione prenderò una casa in Tasmania e passerò li la mia vecchiaia"
Potremmo ritrovarci vicini di casa.
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