giovedì 8 febbraio 2007

Cronache passate e presenti

Rieccomi, dopo innumerevoli sollecitazioni e improperi da parte di amici e parenti, a scrivere di cosa mi accade nella terra dei canguri.
Non lesinerò le parole così avrete come ammazzare un po’ il tempo.
Ripartendo da dove avevo lasciato.

La ricerca del lavoro.

Si prosegue a mitraglia a mandare curriculum.
Si iniziano a fare i primi lavori occasionali come ad esempio traslocatori e, nel caso di Luca, modello…
Un bel giorno, mentre avevo in braccio un mobile da 70 kg mi telefona un’agenzia di promozione (sinceramente avevo mandato tanti di quei curricula che nemmeno mi ricordavo chi fossero) per invitarmi a un colloquio.
Vado e scopro che il lavoro consiste nel fermare la gente per strada e convincerla a sottoscrivere una donazione per la croce rossa australiana.
Avete presente quelle persone con magliette di enti di beneficenza, che quando incontrate cambiate strada per evitare che vi fermino? Ecco, proprio uno di quelli!
Durante il colloquio e la prova ho fatto un’ottima impressione e hanno deciso di prendermi.
Ci ho pensato un po’ su e valutando che era un’ottima palestra per l’inglese e che i soldi non fan mai schifo, ho accettato.

Il lavoro.

Sveglia alle 6.30 ogni mattina.
Per tutti quelli che mi conoscono sarà facile immaginare che genere di tortura possa essere per il sottoscritto.
40 minuti di tram; sta città continua ad essere enorme.
Arrivo in ufficio e mi trovo coi colleghi, una ventina di persona di cui 5 ragazzi me compreso. Piacevole visione.
Training mattutino.
30 minuti di training su marketing e tecniche di approccio dei clienti.
30 minuti di follia allo stato puro.
Urla, danze, proclamazione dei migliori del giorno prima, cacce al tesoro, aerobica, ecc, il tutto con sottofondo musicale degno dello Studio Z.
Dopo tutto questo ci si sposta in giro per la città e si comincia a lavorare.
A fine giornata sono mediamente uno straccio e con la voglia di vivere di un kamikaze pakistano.

La prima settimana passa senza infamia e senza lode, solo con un sacco di stanchezza… tutto questo fino al fatidico giorno del 25 gennaio, il mio compleanno.
Fino a quella data avevo più o meno le idee chiare sui miei programmi futuri.
Da quella data ho deciso di evitare di fare ulteriori piani perché è un’inutile perdita di tempo.

I presagi
Scopro che il 26 gennaio è l’Australian Day, festa nazionale, ergo, non si lavora.
Il 24, in ufficio, viene annunciato che il giorno dopo bisognava vestirsi in maniera australiana e che nel pomeriggio ci sarebbe stato un barbecue con tutti i colleghi, offerto dall’ufficio.
Giornata corta + week end lungo x australiani alcolizzati = cataclisma.

Il mio compleanno.

Inizio a intuire che non avevo ben afferrato lo spirito della giornata quando è entrato un mio collega vestito così.

Il resto dei colleghi erano sulla stessa linea.
La giornata finisce alle 3 e si torna in ufficio.
Continuo a intuire che non avevo ben afferrato lo spirito della giornata quando noto, dirigendoci tutti assieme verso il parco, che non c’era cibo ad eccezione delle patitine fritte… solo alcol.
Ovviamente alle 7 ero già marcio, ma il colpo di grazia doveva ancora arrivare.
La coferma che non avevo ben afferrato lo spirito della giornata è arrivata quando la capa si è alzata ed è arrivato il proclama: “let’s go all toghether on a pub! Tomorrow it’s Australian Day!”
Lungo la strada per il pub, il mio fegato telegrafava disappunto.
Pub, alcol, colleghe tirate a lucido. (la foto non è il massimo perché l’ho fatta col cellulare e l’alcol non mi forniva propriamente una mano ferma).

La serata degenera a una velocità impressionante.
In men che non si dica mi ritrovo ad essere il “fratello italiano” di mezzo locale, la mia crew manager che corre a piedi nudi in mezzo alla srada, gente mai vista che ti offre da bere, sette persone che vogliono salire su un unico taxi e tanto altro.
Ci si sposta in un altro locale passando per l’autostrada (chi dava le indicazioni non era molto in forze).
Diverso locale, stessa solfa. Tre cagate da mangiare e un inferno di bottiglie di vino.
Giunte le 3 di mattina, al terzo cambio di locale, cedo e decido di godermi un meritato riposo, tornando a casa dopo 20 ore esatte che ero in giro e mettendomi a rispondere a un po’ di vostri messaggi.
Per tutti coloro a cui ho risposto al mio compleanno: se ho scritto cagate ora sapete perché.
Per tutti coloro a cui non ho risposto: ora sapete perché me ne sono dimenticato.

Il 26 è giorno di totale riposo. Decidiamo di passare il pomeriggio al mare con Adam (il vicino croato) e la sera cazzegginado bellamente in un’apoteosi di assoluto Niente.

Il 27…
Bucato, spesa, pulizie domestiche, lavaggio dei piatti arretrati di giorni, una tranquilla giornata domestica… nulla lasciava presagire cosa sarebbe accaduto dopo.
La sera usciamo e andiamo all’Espi, uno dei locali storici di Melbourne, situato sul lungo mare.
È proprio qui che conosco Anni.
24 anni, finlandese, emigrata in Australia 15 anni fa con la famiglia, veramente bella!
Iniziamo a chiaccherare e, col fatto che lei parla anche spagnolo e un po’ d’italiano, la comunicazione è notevolmente facilitata.
La serata passa in uno schiocco di dita e nei giorni seguenti iniziamo a frequentarci.
Prima ancora di renderci conto di cosa ci stia succdedo ci ritroviamo molto più legati di quanto potessimo immaginare.
Per quanto riguarda cosa accadrà in futuro… chi può dirlo?
Per ora sto molto bene così e mi godo il momento. Poi, chi vivrà, vedrà.
Intanto i bookmakers potranno sbizzarrirsi in quotazioni.
Visto che tanto so che se non lo facessi verrei sommersi da domande, tanto vale che vi metta una sua foto.

La settimana successiva, lavorativamente, parte maluccio e migliora molto sul finire.
Tra le follie del mio ufficio, il lunedì viene indetta una gara tra due squadre (brown eyes VS weird eyes) a chi fa più vendite. Premio: 200 dollari da spendere in… ALCOL! (tanto per variare)
Ovviamente gli weird eyes vincono (siamo i più fighi, non ci son santi) e ci ritroviamo all’Espi, a goderci la nostra giornata corta, con il tramonto sul mare e circa una quarantina di litri di birra in 10.
Il lavoro non mi fa impazzire ma miei colleghi sono tutti dei bei soggettini, quindi è fin piacevole. L’unica che proprio mi sta sulle palle è la crew manager; una diciottenne troppo piena di se, con un difetto di pronuncia degno di Paperino e con la profondità d’animo di un foglio di carta velina.

Visto che sul finire della settimana le mie abilità erano notevolmente migliorate mi è stato chiesto di partecipare ad un road trip. In soldoni, fare lo stesso lavoro, ma in qualche cittadina dell’entroterra, per una settimana. Nella fattispecie a Shepparton. Una cittadina di 10000 anime contando anche le mucche, le pecore e i cani.
Accetto… e faccio una cazzata madornale.

Infatti, causa problemi vari degli altri colleghi, ci siamo ritrovati ad essere solo in 3: io, la crew manager, e un’altra ragazza, di per se non male, ma amica della prima.
Per farvi capire il genere di posto dove ero vi mostro una foto della stazione ferroviaria.

Provate a immaginare cosa significhi fare un lavoro che non vi piace un gran che, isolati e, soprattuto, 24 ore al giorno con una persona che non vi piace, anzi, che proprio urta solo il sentirne la voce.

Ho retto 3 giorni prima di mandare a cagare lei e il lavoro.

Oggi è infatti il mio primo giorno da nuovamente disoccupato e quindi, prima di ricominciare la caccia, ho deciso di dedicare un po’ di tempo al blog.

Scusate per la lunga attesa; prometto che cercherò di essere più dilegente.

Un abbraccio a tutti e alla prossima.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo vecchio alcolizzato!!
Sempre in amore...ghghgh.
Oramai disperavo di vedere più nulla su questo blog, la ramanzina te l'ho già fatta via MSN, ma potevamo aspettare per avere notizie così succose.Adesso sapremo di cosa sparlare alle tue spalle al Sud.

Anonimo ha detto...

Australia + Finnica + 2alcool = Paradiso


ilKiwi

Bungler Butterfly ha detto...

Mi hai messo di buon umore :)
Sei semre unico... buona giornata!

Anonimo ha detto...

Turbodentist:
Bagnato o asciutto, a febbraio semia tutto!!
Ingravidale tutte!!

Giovanni Velluto ha detto...

@Ferro: Certo che si! Credi che sia qua a perder tempo? A proposito, cialtrone che non sei altro, non ti sei ancora installato skype e osi anche dire che il blog di musico è più bello dl mio?? io ti levo il saluto.

@Luca: nemmeno immagini quanto sia esplosiva!

@Ale: lo sai che sono il meglio sulla piazza ;)

@DearDentist: Faccio del mio meglio, ma preferirei evitare di poter mettere su una squadra di calcio, tutti col mio cognome.

Anonimo ha detto...

Hahahaha.Lo sapevo che ti saresti offeso a morte.Vabbè dai anche se non mi saluti più basta che quando torni si vada a festeggiare come si deve.

Anonimo ha detto...

La Johnvelvettese? O la John Velvet Footbal Club? Ricordati cosa disse il saggio: "In punto di morte nessuno s'é mai lamentato d'aver trombato troppo!!!"

ilKiwi

Anonimo ha detto...

Guarda che Ferro ha ragione da vendere, il blog di Musicomane è più bello. Per due semplici motivi: ha più foto ed è aggiornato + spesso.
E io ho skype, ma non ti fai mai trovare, quindi...

Che bel lavoro! Se io incontrassi per strada un vichingo sudato che mi sbiascica in spaghetti-english, vestito all'australiana + cartelletta da cagapalle chiamerei la polizia. Io.

Ma solo tu potevi trovarti una finnica in australia e ciccia in finlandia -_-
Cmq, tanto per mantenere il ruolo di scassaminchia: non basta la foto della faccia! Dobbiamo poter giudicare appieno l'appartenenza alla categoria: boiler o eccellenza.

Gnahahah, licenziato per capa insopportabile! Immaginati se invece tu le piacevi e ti ha portato in quel buco dimenticato da dio per una settimana con l'intenro di provarci...magari tentandoti con l'idea di un trittico con l'amica! Che spiscio...

Uhm...propongo la Pro Patria Velluto. Però di là tira il rugby, quindi meglio qualcosa tipo gli All Velvet, giganti biondi che prima della partita si galvanizzano e terrorizzano l'avversario facendo la danza di guerra aborigena a suon di ruttazzi alcolici.

PS: A proposito, auguri in ritardo. Avevo dimenticato che sei cresciuto ancora..

Anonimo ha detto...

il sud senza di te non è il sud

cavamagie ha detto...

bella gio!!
lo sapevo che alla fine ti mettevi anche tu a vendere gli organi
a proposito del sud ma sai che l'altra sera si è beccato 1000 uro di multazza , sembrava molto teso il vecchio
ti terrò aggiornato !!
see you!

Giovanni Velluto ha detto...

@Lucio: aaahhh, piacevole come le emorroidi come sempre :)
Ma sai che con la storia della capa ho il sospetto che tu ci abbia preso? Quando ci sentiamo su skype (visto che TU ce l'hai a differenza dell'altro cialtrone) ti racconto.

@anonimo: ok che i confratelli del sud non son molti, ma non fare il bel tnebroso e firmati ;)

@Cavamagikkk: 1000 euroni di multa?? che cazzo ha combinato?? Tienimi aggiornato che non potrei sopportare il lutto della chiusura del SUD.

Luca ha detto...

Appartiene alla categoria Eccellenza. Di boiler non se ne parla...non l'avrei fatta entrare in casa, altrimenti.

Musico.

Anonimo ha detto...

Per te sono Dottor cialtrone!!!

Anonimo ha detto...

Mi pare di sentire Framikaze che scalpita e io sinceramente mi annoio...
AGGIORNI???


ilKiwi